Sindaci di bagnolo

Scritto da Giorgio. Postato in notizie

Notaio DOMENICO BERTONE 02/01/1866 17/02/1869
Sig. LUIGI BOETTO 18/02/1869 20/10/1872
Sig. MICHELE COALOVA 21/10/1872 20/01/1875
Notaio DOMENICA BERTONE 22/01/1875 10/04/1878
Sig. MICHELE COALOVA 11/04/1878 01/06/1881
Sig. CHIAFFREDO DEPETRIS 02/06/1881 09/03/1890
Sig. TOMMASO BOSIO 10/03/1890 23/07/1895
Sig. ANDREA PRON 24/07/1895 28/03/1903
Cav. CATTALINO BOETTO 29/03/1903 08/07/1917
Sig. ANDREA PERRONE 09/07/1917 05/09/1918
Cav. ANTONIO PERRONE 06/09/1918 19/04/1928
Dott. MATTIA GRAZIANO 20/04/1928 22/04/1933
Dott. CARLO SIGNORETTI 23/04/1933 29/03/1935
Sig. CESARE COALOVA 30/03/1935 22/06/1940
Avv. GIUSEPPE GOSSO 23/06/1940 15/01/1941
Sig. FRANCESCO BERIACHETTO 16/01/1941 13/10/1944
Sig. UGO GOSSO 14/10/1944 28/04/1945
Sig. EUGENIO VOTTERO 29/04/1945 07/12/1947
Sig. ERNESTO LORENZATI 14/12/1947 06/06/1951
Cav. GIOVANNI BATTISTA BERTONE 07/06/1951 19/11/1960
Geom. GIOVANNI BRUNO 20/11/1960 22/06/1962
Cav. GIOACHINO AIRASCA 23/06/1962 08/11/1967
Cav. ANTONIO PALMERO 09/11/1967 04/03/1970
Sig. BARTOLOMEO CERUTTI 05/03/1970 27/06/1970
Rag. ENRICO CALOVA 28/06/1970 22/10/1973
Geom. GIACINTO BONELLI 23/10/1973 28/06/1975
Cav. LUCIANO REGAZZI 29/06/1975 14/07/1980
Dr. ELIO RIBOTTA 15/07/1980 06/06/1985
Geom. STEFANO DEPETRIS 07/06/1985 16/06/1988
COMMISSARIO PREFETTIZIO 17/06/1988 06/12/1988
Dr. ELIO RIBOTTA 07/12/1988 14/06/1991
Cav. CHIAFFREDO CASTAGNO 15/06/1991 08/07/1991
Dr. ELIO RIBOTTA 09/07/1991 23/05/1993
P.i. FRANCESCO BERIACHETTO 24/05/1993 26/05/2002
Dr. FLAVIO MANAVELLA 27/05/2001 28/05/2007
Dr. FLAVIO MANAVELLA 29/05/2007 06/05/2012
BRUNO FRANCO Fabio Stefano 07/05/2012 11/06/2017
BRUNO FRANCO Fabio Stefano 12/06/2017 A tutt’oggi

numeri di bagnolo

Scritto da Giorgio. Postato in notizie

Data dalla quale hanno principio i libri di nascita
Capoluogo: 1693
Villar: 1586
Villaretto: 1595
Data dalla quale hanno principio i libri di matrimonio
Capoluogo:  1694
Villar: 1587
Villaretto: 1634
Data dalla quale hanno principio i libri di decesso
Capoluogo:  1693
Villar: 1628
Villaretto: 1634
Popolazione prima della Rivoluzione Francese:
3322
Popolazione dopo la restaurazione:
4759
Numero dei padri di famiglia la cui prole saliva dopo la restaurazione al numero dei figli:
5 figli per 79 padri di famiglia
6 figli per 42 padri di famiglia
7 figli per 29 padri di famiglia
8 figli per 13 padri di famiglia
9 figli per 3 padri di famiglia
10 figli per 3 padri di famiglia
Ordinanze, dopo la restaurazione, sottoposte ad emolumento nel mandamento di Barge (Barge-Bagnolo) per liti:
3134 a fronte di una popolazione di 12276 individui

Popolazione delle Parrocchie di Bagnolo dopo l'epidemia del cholera morbus sul finire del 1835:
Capoluogo: 1332 maschi, 1325 femmine, totale: 2657
Villar: 810 maschi, 1040 femmine, totale: 1850
Villaretto: 551 maschi, 556 femmine, totale: 1107

Mejre di spettanza comunale dopo la restaurazione:
158, di spettanza dei particolari nessuna.

Sent-sì Bagneul

Scritto da Dott. Mattia Grazziano (Farmacista). Postato in notizie

sen-si-bagneulRicordà da Ilario Brun e Wièrm Bòrda

Bagneul a l'è radunasse sì staseira,
për divërtisse, fasand ëd bin.
Bagneul a l'è 'n-namorà dle cose bele,
e a rëspond sempe, coma 'n violin.
La soa mej vitù a l'è la pasiensa,
e a spera 'nt la providensa.
Sent-sì Bagneul,  [arpeti]
se a và nen mej, [arpeti]
mè car Bagneul
noi i soma bej;
se it l'has nen ëd biava
guma pura l'istess
parèj d'ën mul,
e vate catè 'n cassul.
As sent a dì che 'nt la provinsa granda,
Barge e Bagneul* pa gnun a-j veul.
A l'è na còsa 'ngiusta e talment gòfa
pa gnun a la crèj, gnanca 'n faseul.
Noi i soma bin sigur dij nosti afè,
chi an veul pa ch'an lassa stè.
Sent-sì Bagneul, [arpeti]
se a và nen mej, [arpeti]
(e via paréj)

Parole di Dott. Mattia Grazziano (Farmacista)

Musica di Magg. Giuseppe Dellasette 

(*)gnanca 'l Diav a-j veul

Il giuramento di....Bagnolo

Scritto da Amos Fnoj. Postato in notizie

a ricordo di «Campanili senza frontiere 1971»

Son calati! Li ho visti d'un tratto,
convenuti dal monte lontano,
nel paese sbucar di soppiatto
trattenendo la briglia,con mano
Vellutata,al superbo destriere.
In carrozza seguivan le donne
salmodiando;"Di Bagnol miserere..."
ed al vento muovevan le gonne...
Aggirarono Piazza San Pietro
armoniosi, superbi, sgargianti,
ed i paggi venivano dietro
con i loro purpurei manti.
Poi seguiva ancor tutto il Montoso
con motori e sirene rombanti.
Non fiatava Bagnol, vergognoso,
e la Chiesa era chiusa coi Santi,
Il Comune sprangato alle porte,
o silente la Torre si altera...
-Preparava rintocchi. di morte
per sua gente che già fu si fiera?-
Ancor tremo se vedo il corteo
via Papa Giovanni infilare,
e il lor Capo,con far fariseo,
Ser Enrico tentar di comprare,
con l'offerta di fiori e maniere
ben infide, a dir poco, e leziose.
Cogli inchini volevan piacere
e i sorrisi di donne vezzose.
Nelle trombe soffiavan con zelo,
sui tamburi rullavano forte,
i bengala lanciavano in cielo...
Qual sarà mai dei nostri la sorte?
Ma la fede d'Enrico fu viva.
Illudendo con falsi sermoni
Quegli ingenui, in segreto spediva
un messaggio ai suoi fidi campioni
"Non dovete di nulla temere.
Li ho veduti..ora esulta il mio cuore.
Tocca a voi farli tacere.
Ho sol fede nel vostro valore!"
Non poteva trovare parole
che spronassero meglio quei forti
Ei giuraron: "Col novo sole
noi sarem vittoriosi oppur morti!"
Oh! Spettacol di gioia!Che importa
so all'arengo calaron con dame
e con paggi e carrozze,e alla porta
i cavalli lasciaron sol strame
al passaggio dei nostri guerrieri.
Questi avevano in viso dipinto
la speranza oramai, poiché, fieri,
giurarono che avrebbero vinto.
Oh! Spettacol di gioia! Che importa
se quei fecero scialo di arrosto
allo spiedo. Ad un tratto fu morta
ogni speme per loro,ed il posto
lasciarono ai nostri colori
sopra il podio,là,della vittoria.
Solo allora gettarono fiori
Pur le nostre donzelle. Che gloria,
che tripudio,per quei di Bagnolo!
D'improvviso carrozze e cavalli
-un incanto?- disparvero. Solo
fu Bertaglia nel duol. Già le valli
or or scese con tanta baldanza
risalivano verso la vetta,
trascurando persin la pietanza...
non è ver, Cavaliere Vignetta?
Però i nostri,col loro gran cuore
 visto ciò, abbandonaron le feste
per unirsi di quelli al dolore,
e di loro cercaron le peste.
Fin sul monte dovettero andare
e portaron con se anche il Curato
per potere per quelli pregare,
per lenirgli lo scorno pigliato.
E pregaron così:"Miserere
di Montoso, o Signore. Un'altr'anno
 -almen questo gli torni a piacere-
fa che possan rifarsi del danno!"

Scritta da Amos Fnoj

Bagnolo Piemonte

Scritto da Giorgio. Postato in notizie

…."Poco dopo arrivò di corsa un contadino, d'una cinquantina d'anni, secco, una faccia di uomo logorato dal lavoro, ma d'espressione risoluta; salì sul treno, diede un'occhiata alla famiglia, e poi venne ad appoggiarsi al parapetto esterno in faccia a noi. Il nostro agronomo lo riconobbe: era un contadino delle parti di Bagnolo, dove possedeva una piccola vigna e un piccolo prato, una casetta, e un po' di bosco...

    "E. De Amicis da:  Alle Porte d'Italia. 9°capitolo"

Bagnolo Piemonte

Bagnolo Piemonte Gonfalonecartina Bagnolo del 1700bagnolo a bagnolo piemonteQuesto Comune sta a Nord-Ovest di Saluzzo, da cui è distante 25 Km circa, ed a nord-est di Torino, da cui è 55 Km. lontano. Delle sue strade comunali, una da levante per Cavour, l'altra da mezzodi  per Barge, la terza a settentrione per Bibiana, Comuni da esso distanti circa 5 Km. Dividesi in borgo San Pietro, e nelle due borgate del Villar, e di Villaretto-Olmetto.

A sette km. dal capoluogo, sui monti di esso, ha la sorgente il Grana, che si scarica nel Po in vicinanza di Staffarda; riceve nel suo corso il cosidetto Rivo Secco, e non pochi rigagnoli, tutti nascono sui monti del comune, i quali occupano la metà circa del suo territorio.

A questi monti, Montoso e Rucas che sono una parte della catena del Monviso, si sale per una comoda strada. I faggi, i larici e gli abeti vi allignano molto bene. Contengono essi cave di granito (pietra di Luserna). Le lose, che costì lavorate si esportano in tutto il mondo per la costruttura dei tetti, muri, pareti ed arredo urbano, formano la ricchezza del comune.

Sono tre le chiese parrocchiali, la prima nel borgo consacrata a S. Pietro in vincoli con titolo di priorato; la seconda nella borgata del Villar, sotto l'invocazione di S. Giovanni Battista, con titolo prevostale; la terza nel luogo del Villaretto, dedicata a S. Giovanni Evangelista, con nome di pievania. In quella del Villar si ammira un bel dipinto creduto del Moncalvo. Esso rappresenta la Madonna del Carmelo sedente, il bambino Gesù che le sta in piedi sulle ginocchia, e varii angioli, che suonano diversi strumenti.

Queste tre antichissime parrocchiali sono menzionate nella bolla di Eugenio III del 1148, il quale pontefice le sottomise al monastero dei canonici d'Oulx, e sono anche rammentate in una bolla di Alessandro III del 1172.

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