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Chiesa Parrocchiale di San Pietro in Vincoli
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La parrocchia di San Pietro in Vincoli è antichissima, forse era un convento di Benedettini, è menzionata nella Bolla di Eugenio III nel 1148, che la sottomise al Monastero di Oulx, ed è ricordata anche in una Bolla di Alessandro III nel 1172.
Allora apparteneva alla Diocesi di Torino, passò sotto l'impero di Napoleone I alla Diocesi di Saluzzo, per decreto il 23 gennaio 1805 del Cardinal Legato a latere in Parigi, Giovanni Battista Caparra.
Nel 1219 Pruino degli Incoardi, al comando di truppe Vercellesi, mise a ferro e fuoco il borgo rendendolo un cumulo di rovine (UN EPISODIO DELLA STORIA DEL PIEMONTE NEL XIII SECOLO)
L'attuale borgo maggiore di Bagnolo sorse soltanto dietro nuova convenzione col Principe Amedeo d'Acaia nel 1400.
Nel 1560 incomincia il memoriale dei battezzati, il registro dei defunti incomincia nel 23 dicembre 1693. -
La Cassa Rurale - 1908
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da: «Cooperative: storie di uomini e territorio» di Attilio Ianniello.
«Dopo la promulgazione dell'Enciclica Rerum Novarum da parte di Leone XIII il 15 maggio 1891 anche il cattolicesimo poté finalmente esprimere in modo più organizzato la propria carica ideale nell'impegno a favore del riscatto sociale, economico e morale dei ceti più emarginati della società.
Nell'ambito del credito cooperativo si mosse per primo don Luigi Cerutti che nel 1890 fondò a Gambarare di Mira (VE) la prima Cassa Rurale cattolica con lo scopo di "redimere l'agricoltore dall'usura; dargli il mezzo di provvedere a una coltivazione razionale della terra mettendo a sua disposizione il capitale a convenienti condizioni; porlo in grado di non dover precipitare le vendite dei suoi raccolti; e nel medesimo tempo toglierlo all'isolamento, avvicinarlo ai proprietari e spingerlo al miglioramento morale". Nei dintorni di Alba sorse anche la prima Cassa Rurale cattolica; infatti nel luglio del 1894 a Piobesi d'Alba il parroco, don Giovanni Coccino, fondò la "Cassa Rurale di Prestiti", un evento che fu salutato dalla stampa cattolica locale con entusiasmo, definendolo "un bell'esempio di socialismo cristiano" e sottolineando con forza il ruolo antiusura: "con queste Casse si snidano tutti gli avvoltoi, tutte le arpie, tutti i vampiri che succhiano il sangue della povera gente... si difende il colono da essere vittima degli strozzini e li si soccorre non solo materialmente ma anche moralmente".
Tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento la provincia di Cuneo vide nel suo territorio una fioritura di Casse Rurali ed Artigiane davvero eccezionale.»
La Cassa rurale di Bagnolo Piemonte
Nell'ottobre 1908, don Cavallotti, in occasione del Giubileo, predicò la nascita di una forte associazione agricola locale, con annessa cassa di credito, che "riunisca in un sol nerbo le forze vive della nostra parrocchia, per il conseguimento di quella restaurazione morale e sociale, che è nei desideri del Papa... Con l'augurio che i sacerdoti che sono alla testa del movimento cattolico vengano a portare la loro parola " (dal Bollettino parrocchiale, novembre 1908).
La Cassa rurale poté contare su un ottimo avvio, e nel 1910, i soci erano aumentati ancora, perché, grazie alla Cassa rurale diveniva facile ottenere prestiti ad un tasso agevolato, restituendo il denaro ratealmente.In questo florido periodo sorgono così per volere di don Cavallotti vari istituti: il Collegio San Giuseppe, il Seminario, le Scuole, il Circolo giovanile femminile, l'Oratorio.
Ma subentrò, a partire dagli anni della Prima Guerra mondiale, una crisi del credito cooperativo che si accentuò negli anni Venti, complice anche il regime fascista, ed ebbe il suo apice nel crac della Cassa Rurale di Bagnolo, che fallì nel 1923 trascinando nella sua rovina parecchie altre cooperative di credito.
http://legart.it/storia/1923.htm
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Chiesa Parrocchiale di San Pietro in Vincoli
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sclin (acuto) o angagià (impegnato)
Michele Ponza:
Adolescente piuttosto ché giovane vestì l'abito dei Cappuccini.
Balestrato poscia in mezzo alla tempesta rivoluzionaria, ebbe comuni con molti uomini d'alti spiriti alcuni degli errori di quella età...
Borda Guglielmo:
lo si può incontrare sovente sull'angolo della piazza, luogo abituale di capannelli dei bagnolesi, infervorato nelle più disparate discussioni sul passato, sul presente e sulle tradizioni dei nostri paesi.
Albino Fenoglio:
(con suo nipote Dino Fenoglio, e con altre figure tra cui Guglielmo Borda e Don Michele Fùsero) si è sempre curato di mantenere vivo il dialetto piemontese.
Piero Riva:
Preferirei portare a conoscenza del Bagnolese la vita che ha caratterizzato. Nel bene e nel male il nostro borgo senza scomodare la storia con la S maiuscola.
Picotto Chiaffredo:
medaglia al valore consegnata il 17 novembre 1849.
Dino Fenoglio:
con Albino e Bòrda collaborò alla stesura del primo libro «Da pare in Fieul »
Pietro Cigna:
non era Bagnolese, ma dalla sua nativa Pollone era venuto a lavorare tra noi, giovanissimo, e da allora aveva legato indissolubilmente il proprio nome alla storia prima della nostra chiesa e poi della Cassa Rurale.
Vincenzo Bonelli:
Bagnolese classe 1888 dedicò molto al ciclismo si può dire tutta la vita, a diciassette anni nel campionato ciclistico del Pinerolese arrivò quinto, poi sei primi posti, tre secondi e nel 1945 all'età di 57 anni arrivò ottavo...
Egidio Dianti:
un giovane Bagnolese crea il personaggio "POLDINO": una caricatura di giovane locale che ama rallegrare con le sue macchiette, poesie in dialetto, canzoni e racconti, le feste campagnole, matrimoni, feste per anziani, scuole materne, ecc...
Francesco Noello
contadino della frazione Villar (Bagnolo Piemonte) che con semplici e genuine espressioni miste di dialetto piemontese e di lingua italiana ci dà un panorama completo ed umano di quello che fu la lotta partigiana nel dicembre 1943 e nel 1944, ed a quali e quante sofferenze, lutti, rovine e saccheggi gli abitanti delle zone doperazione, furono sottoposti a causa delle barbare rappresaglie nazifasciste.
Don Bianco Giuseppe
Figura di semplice eroe, generoso e coraggioso, discreto e riservato, don Bianco nasce nel 1879 a Dronero, ma per 45 anni è parroco a Villar Bagnolo.
Don Bianco Luigi
«Ricordando quanto mi sia sempre stato gradito allorché mi era dato trovare memorie, ricordi di fatti riguardanti i parroci o la parrocchia nei due opposti Oncino e Villaretto, ove trascorsi tanti anni di vita e ministero parrocchiale, credo fare a mia volta cosa gradita ai miei successori qui a Villaretto, come già ho fatto per quelli di Oncino, riassumere in breve, indicazioni, fatti ed episodi avvenuti durante la mia reggenza che va dal 19 maggio 1944 al 1968» così inizia il manoscritto di vita Parrocchiale di Don Bianco Luigi Pievano di S. Giovanni Evangelista in villaretto - Bagnolo Piemonte.
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