...largiva speciali favori a quelli fra essi, che avrebbero costruito le loro case nel nuovo borgo da costituirsi "in villa de novo facienda in loco dieto al mercayle."

piazza-san-dietro-peso-pubbNel 1400 con un'operazione compiuta sotto il controllo di Amedeo d'Acaia, che coronava il progetto concepito circa un secolo prima ma mai attuato, l'intero borgo venne spostato dalla attuale località del Villar nella posizione odierna più favorevole ai commerci e all'allestimento del mercato.

recinto bagnoloIl "Recinto osia Capo Luogo" così definito da un mappale del 1700.
Si nota che vicino alla torre campanaria vi è la Chiesa, il cimitero (abolito da Napoleone) e l'ala pubblica.

Da una delibera del 1880 a firma di Coalova sindaco, Rio Gio. Battista membro anziano e M. Lorenzati segretario, si legge:

«[...]nei giorni festivi l'ala pubblica non verrà occupata da banco alcuno. Gli erbivendoli, cacciaiuoli, rivenditori di burro, acciughe e simili terranno i loro rispettivi negozi nell'angolo a notte della chiesa non oltre il limite segnato da una linea retta dall'angolo della chiesa al pilone dell'ala[...] Nei giorni di fiera e mercato sarà conservato libero e sgombro l'albo pretorio per la lunghezza di non meno di un metro e mezzo[...] gli erbivendoli si collocheranno a notte del muro di cinta del giardino Airaudo partendo dall'angolo ove trovasi il serraglio della bealera, i lattai si collocheranno in faccia alla casa della Depetris Domenica moglie Frencia[...] e proseguendo verso la nuova piazzetta, a notte dell'ala, i merciaiuoli, venàitori di cotone, abiti fatti, i rivenditori di castagne abbrustolite si collocheranno oltre la casa Albertengo e verranno in seguito i ferravecchi lungo la stradale di Cavour dalla parte di mezzogiorno[...]" (Arch. com. fase. Feste e Fiere, Voi. 1, pp. 7-8).

Il borgo Villaretto – Olmetto affonda le sue radici nel lontano 1300 e, già allora, era abitato da famiglie di Turina, Manavella, Mattalia, Odetto, Bruno e Salusso...


pievania-villarettoEra un borgo poco popolato rispetto al Villar, che deteneva il centro del potere con il complesso feudale, abitato dai Signori di Bagnolo ed i suoi abitanti, per diversi secoli, furono prevalentemente dediti all’agricoltura, alla pastorizia ed alla raccolta dei funghi, nella zona dell’Olmetto...

Vivendo in situazioni di maggior povertà rispetto a quelli di S. Pietro e del Villar, anche a causa delle terre meno fertili e più paludose.

Fin dal Medioevo si ha notizia della presenza a Villaretto di una chiesa, dove però i popolani della zona non potevano farsi battezzare; solo a partire dalla fine del 1500 quando questa venne eretta a Pievania, iniziò ad essere amministrato il battesimo.

La chiesa di allora doveva essere in stile romanico – gotico con alcune aggiunte barocche, ma sul finire dell’800, essendo in cattivo stato, venne demolita e sostituita dall’attuale, edificata poco più a monte.

rotonda-villarettoLa scelta del luogo per la nuova chiesa non fu così facile per il pievano di allora, in quanto gli abitanti della zona sottostante si opposero alle sue scelte; volevano che la chiesa venisse riedificata nello stesso punto, ma alla fine persero.

Un particolare curioso, che riguarda ancora la vecchia chiesa è l’incendio del campanile avvenuto una sera di luglio del 1875 da parte dell’allora sacrestano che, per non incorrere in pericoli, diede fuoco ad alcuni nidi di calabroni presenti all’interno della torre, senza poi controllare le fiamme che, durante la notte, invasero l’interno bruciando le scale, i soppalchi ed i supporti delle campane che crollarono a terra.

Villaretto però non rimase molto senza campanile; in breve tempo, come per la costruzione della chiesa, gli abitanti si attivarono nuovamente con offerte e lavoro ed in meno di un anno, seppur in due riprese, il nuovo campanile venne edificato e dotato di nuove campane.

La chiesa parrocchiale con le cappelle di Olmetto e S. Paolo ed alcune antiche abitazioni rurali, sparse sul territorio, rappresentano la storia degli ultimi due secoli di questo borgo che, a partire dagli anni ’70 del Novecento ha iniziato a registrare un’inversione di tendenza rispetto al passato, superando il Villar come numero di abitanti.