Il giuramento di....Bagnolo

Scritto da Amos Fnoj.

a ricordo di «Campanili senza frontiere 1971»

Son calati! Li ho visti d'un tratto,
convenuti dal monte lontano,
nel paese sbucar di soppiatto
trattenendo la briglia,con mano
Vellutata,al superbo destriere.
In carrozza seguivan le donne
salmodiando;"Di Bagnol miserere..."
ed al vento muovevan le gonne...
Aggirarono Piazza San Pietro
armoniosi, superbi, sgargianti,
ed i paggi venivano dietro
con i loro purpurei manti.
Poi seguiva ancor tutto il Montoso
con motori e sirene rombanti.
Non fiatava Bagnol, vergognoso,
e la Chiesa era chiusa coi Santi,
Il Comune sprangato alle porte,
o silente la Torre si altera...
-Preparava rintocchi. di morte
per sua gente che già fu si fiera?-
Ancor tremo se vedo il corteo
via Papa Giovanni infilare,
e il lor Capo,con far fariseo,
Ser Enrico tentar di comprare,
con l'offerta di fiori e maniere
ben infide, a dir poco, e leziose.
Cogli inchini volevan piacere
e i sorrisi di donne vezzose.
Nelle trombe soffiavan con zelo,
sui tamburi rullavano forte,
i bengala lanciavano in cielo...
Qual sarà mai dei nostri la sorte?
Ma la fede d'Enrico fu viva.
Illudendo con falsi sermoni
Quegli ingenui, in segreto spediva
un messaggio ai suoi fidi campioni
"Non dovete di nulla temere.
Li ho veduti..ora esulta il mio cuore.
Tocca a voi farli tacere.
Ho sol fede nel vostro valore!"
Non poteva trovare parole
che spronassero meglio quei forti
Ei giuraron: "Col novo sole
noi sarem vittoriosi oppur morti!"
Oh! Spettacol di gioia!Che importa
so all'arengo calaron con dame
e con paggi e carrozze,e alla porta
i cavalli lasciaron sol strame
al passaggio dei nostri guerrieri.
Questi avevano in viso dipinto
la speranza oramai, poiché, fieri,
giurarono che avrebbero vinto.
Oh! Spettacol di gioia! Che importa
se quei fecero scialo di arrosto
allo spiedo. Ad un tratto fu morta
ogni speme per loro,ed il posto
lasciarono ai nostri colori
sopra il podio,là,della vittoria.
Solo allora gettarono fiori
Pur le nostre donzelle. Che gloria,
che tripudio,per quei di Bagnolo!
D'improvviso carrozze e cavalli
-un incanto?- disparvero. Solo
fu Bertaglia nel duol. Già le valli
or or scese con tanta baldanza
risalivano verso la vetta,
trascurando persin la pietanza...
non è ver, Cavaliere Vignetta?
Però i nostri,col loro gran cuore
 visto ciò, abbandonaron le feste
per unirsi di quelli al dolore,
e di loro cercaron le peste.
Fin sul monte dovettero andare
e portaron con se anche il Curato
per potere per quelli pregare,
per lenirgli lo scorno pigliato.
E pregaron così:"Miserere
di Montoso, o Signore. Un'altr'anno
 -almen questo gli torni a piacere-
fa che possan rifarsi del danno!"

Scritta da Amos Fnoj

Giorgio - 2016